Istruzioni per non morire in pace: un tuffo nel ‘900.

13 aprile 2017 282 Views 0 Comments Caterina
d4bb6d9c-405d-419d-8c6c-dd966020346e.jpg

Istruzioni per non morire in pace nasce dal progetto Carissimi Padri, scritto da Paolo di Paolo, per la regia di Claudio Longhi.È il racconto della Grande Guerra, partendo dalla belle époque e raccontato attraverso la politica, la scienza, l’arte e la letteratura.

Il lavoro è stato amalgamato in tre capitoli, quindi in tre serate rappresentative: Patrimoni, Rivoluzioni e Teatro.

Durante la presentazione del libro, appunto Istruzioni per non morire in pace, Claudio Longhi parla dell’esistenza di due particolari libri, utilizzati come vere e proprie fonti. I sonnambuli di Clark e 1914- Come la luce si spense sul mondo di ieri di Margaret Macmillan.

Il trittico mette in scena 100 personaggi storici ed inventati, che ruotano attraverso soli otto attori (Lino Guanciale, Eugenio Papalia, Michele Dell’Utri, Diana Manea, Simone Francia, Simone Tangolo, Nicola Bortolotti e Donatella Allegro), grazie all’utilizzo dei camauri, particolari maschere in tessuto.

Longhi e Di Paolo parlano di un mondo che scrive le proprie istruzioni per non morire in pace, le istruzioni per vivere e quindi morire in una situazione di guerra. Un’ Europa che cammina consapevole di perdere delle possibilità strada facendo, fino a rendersi conto di non poter più tornare indietro (estate 1914). Un’ Europa sicuramente connessa a quella odierna, tangibile quindi il parallelismo e la volontà di parlare del passato per arrivare al presente, un presente che altrimenti non potrebbe esistere.

Evidente e conforme la scelta di “teatralizzare” e contornare al meglio la vicenda, con momenti musicali (omaggio a Kraus) e dialoghi ironici.

Notevole anche l’interazione dei personaggi con il pubblico.

Spettacolo sicuramente complesso sotto alcuni punti di vista, ma direi davvero coinvolgente ed interessante, messo in scena da giorno 7 Aprile fino a ieri 13 Aprile, al Teatro Della Pergola di Firenze.

La scelta di trattare una tematica così importante attraverso il teatro, è una scelta coraggiosa e sicuramente degna di meriti ed applausi ricevuti per chi, come loro, ha saputo vestire adeguatamente e superlativamente gli abiti dei veri “operatori culturali“.

(Foto di Luca Del Pia)

0 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *